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A Trento focus su territori montani e periferici
23 Maggio 2026
La montagna e le aree interne sono state al centro di due importanti eventi che si sono svolti a Trento: ieri il Festival dell’Economia e oggi il gruppo di lavoro CALRE su “Problematiche della montagna e delle aree interne: una prospettiva europea di buone pratiche regionali” hanno acceso i riflettori sull’importanza delle aree montane e periferiche nel futuro dell’Unione Europea.
Ha preso parte in rappresentanza dell’Ufficio di Presidenza ai due eventi a Trento: come emerso nel dibattito di questi giorni, le aree montane sono una componente decisiva dell’identità, dal punto di vista economico, sociale e territoriale e quindi, del suo futuro.
Finalmente, il mese scorso, la Commissione europea ha annunciato una specifica strategia sulla montagna; entro i primi giorni di giugno si chiuderà la prima call che raccoglie i contributi delle varie realtà pubbliche e private, e alla quale anche noi come CALRE abbiamo fornito idee e proposte; seguirà poi la strategia vera e propria della Commissione europea che ha il compito di riordinare le politiche già esistenti e individuare priorità ed azioni per quei territori che stanno affrontando la grande sfide dello spopolamento, garantendo a chi ci è nato il ‘diritto di restare’ e rendendosi attrattivi in virtù della qualità della vita, delle attività presenti e anche delle crescenti possibilità di lavoro da remoto che si configurano.
Questa attenzione dell’Europa ai territori montani e periferici è una grande opportunità di rilancio, ma le strategie e i bandi comunitari da soli non basteranno: per i territori montani servono fonti di finanziamento strutturali e, ad oggi, soprattutto per le regioni europee dell’arco Alpino non esiste nessuna fonte di finanziamento stabile e pluriennale al pari di quella che può derivare dai canoni e dagli utili delle grandi concessioni idroelettriche.
Sul tema, il Trentino fa scuola: lì esiste già una società mista pubblico-privato che garantisce controllo della gestione, investimenti e utili imponenti. È un modello estremamente interessante che può fare scuola in tutte le Regioni, a partire dalla Lombardia i cui territori montani hanno esigenze che questo gettito potrebbe ampiamente soddisfare.
IDROELETTRICO, LA REGIONE SI MUOVA, PER LA MONTAGNA È LA PARTITA DEL SECOLO
Ho presentato un’interrogazione per sollecitare la Giunta ad agire in capo ai canoni non versati (e dovuti) da parte delle grandi concessionarie che sfruttano l’energia delle centrali lombarde e sul rinnovo delle concessioni scadu