Con un comunicato stampa abbastanza surreale, l’altro ieri veniva annunciata con toni entusiastici la chiusura dell’accordo di programma dedicato all’ex Colonia Dalmine di Castione della Presolana.
Chiusura nel senso che non se ne fa più nulla. L’ipotesi, nata nel 2000, di riqualificarla per portarci la formazione professionale è stata via via abbandonata e rimaneva da chiudere la pratica amministrativa.
Le cose sono adnate diversamente: un accordo di programma nato oltre 20 anni fa che doveva portare alla riqualificazione dell’immobile ex colonia Dalmine a Castione si è concluso con un nulla di fatto. Il Comune ha rendicontato le spese sostenute e così si chiude la pratica amministrativa con la Regione, ma la ex colonia rimane lì dove è e soprattutto come è, ovvero in stato di abbandono.
E non c’è molto da festeggiare. Sarebbe piuttosto utile ragionare insieme sul futuro della ex Colonia
Per le dimensioni dell’immobile, per la quantità di risorse necessarie alla sua riqualificazione, per la necessità di riconvertirlo a funzioni che siano sostenibili nel tempo, ogni decisione sul suo futuro non può riguardare il solo Comune di Castione ma deve veder coinvolti Regione Lombardia, gli enti e le istituzioni del territorio.
Personalmente credo che l’opzione più interessante per il suo futuro sia quella di riportarla alla sua funzione originaria di Casa vacanze, sia per bambini che – perché no – per tutta una fascia di persone anziane che, a maggior ragione nel periodo estivo più torrido, potrebbero trovare ristoro.
A prescindere dalle idee, però, è evidente che la dimensione dell’immobile e la portata dell’investimento necessario – enorme – non possano vedere coinvolto solo il Comune. È per questo motivo che dalla Regione bisogna pretendere non una ritirata ma un passo avanti. Senza questo, la colonia può rimanere abbandonata per altri cinquant’anni.