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Autonomia differenziata, dopo 10 anni di trattative nessuna la proposta non soddisfa per nulla le aspettative
27 Agosto 2026
Dopo quasi dieci anni dal referendum regionale sull’autonomia del 2017 e dall’apertura delle trattative con lo Stato centrale, era doveroso aspettarsi una vera prospettiva di autonomia per la Lombardia. Quello che ci viene proposto invece è il trasferimento di pochissime competenze in ambiti in larga parte marginali e soprattutto senza l’ombra di un quattrino. Oggi al Pirellone si è tenuta la seduta di commissione per l’illustrazione del Documento relativo al percorso di autonomia differenziata previsto dall’articolo 116, comma 3, della Costituzione.
Tralasciando il metodo – pochi giorni di tempo prima dell’arrivo in aula, nessun tipo di vero confronto e coinvolgimento degli enti locali – nel merito la proposta non può che lasciare perplessi. Le competenze individuate riguardano la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa: rispetto alla situazione attuale, nella quale la regione ha già poteri in questi ambiti, si tratta di modifiche talmente circoscritte da rendere difficile persino parlare di un vero percorso di autonomia differenziata. Dopo quasi dieci anni, è un risultato incredibilmente modesto rispetto alle necessità di una regione come la nostra.
C’è poi un quarto ambito che riguarda la tutela della salute e del coordinamento della finanza pubblica, su cui viene prospettata la possibilità di definire tariffe differenziate per alcune prestazioni sanitarie. Un intervento che non ha la forza di incidere su nessuno dei problemi più grossi che affliggono il sistema sanitario.
Il dato politico, infine, è evidente: la Lega ha governato per anni a livello nazionale e regionale promettendo l’autonomia differenziata e oggi, dopo quasi un decennio, presenta un documento molto lontano dalle aspettative che aveva alimentato. Nessuna delle promesse, infatti, è stata mantenuta: non c’è traccia della quota di residuo fiscale che la Lega prometteva di trattenere in Lombardia, né tantomeno di risorse aggiuntive per le competenze che verranno devolute alla Regione. Per i lombardi, dunque, non cambierà proprio nulla.
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