Vogliamo ‘raccontare’ ai cittadini il business dell’idroelettrico e renderli consapevoli della necessità di una migliore gestione delle concessioni e dei canoni da parte della politica. Vi aspetto a Clusone martedì 22 alle ore 20.45 all’Auditorium della scuola primaria per parlarne insieme, non mancate!
Le grandi società dell’energia utilizzano l’acqua che scende dalle montagne per alimentare le centrali idroelettriche. Ce ne sono più di 70 in Lombardia con potenza superiore ai 3 MegaWatt, il cosiddetto “grande idroelettrico”. Con queste centrali producono energia e la vendono a tutti noi, famiglie e imprese.
E fin qui, tutto bene.
Ma c’è un aspetto poco noto che riguarda l’idroelettrico: non esiste un’altra fonte di finanziamento paragonabile a questa per le aziende titolari di concessioni e, contemporaneamente, non esiste un altro settore che produca utili di questa portata da cui poter estrarre le risorse per sostenere la montagna.

L’idroelettrico è una miniera d’oro per chi possiede la concessione. Le società pagano alla Regione un canone per l’utilizzo dell’acqua, che è estremamente basso rispetto ai margini che questa attività genera. Una stima al ribasso quantifica in 4 miliardi di euro i ricavi annui del grande idroelettrico per la sola Lombardia, con un margine operativo lordo di 2 miliardi!
Ma nel frattempo le bollette salgono e i territori montani hanno urgente bisogno di investimenti, mentre le società dell’energia macinano utili miliardari utilizzando l’acqua, un bene di tutti che arriva dalla montagna.
E’ giusto?
Il momento in cui occuparsi di idroelettrico è adesso. E’ adesso che si decide il futuro di concessioni che dureranno decenni, è adesso il passaggio da cui dipende la capacità o l’incapacità di dare al nostro territorio le risorse di cui ha bisogno per gli anni a venire.
L’idroelettrico è la partita del secolo. E noi non possiamo perderla.