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PIANI DI ZONA DELLO SPORT, LA MIA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE: MODELLO CHE FUNZIONA, COSÌ SI UNISCONO LE FORZE”

05 Febbraio 2026

Sulla scorta dell’esperienza positiva dei Piani di Zona legati al sociale, sono primo firmatario e relatore di una proposta di legge per mutuare lo stesso modello organizzativo anche in sportivo, lanciando così la sfida dei Piani di Zona dello Sport. Ieri in VII commissione Sport si sono concluse le audizioni con i rappresentanti di Anci, Province e la Direzione Sport e Giovani di Regione Lombardia.

Che lo sport sia uno strumento straordinario di salute, prevenzione e benessere è cosa nota, ma è altrettanto noto che la pratica sportiva non è sempre alla portata di tutti come dovrebbe, sia per ragioni di costi a carico delle famiglie che di carenza di infrastrutture e società, soprattutto in determinati ambiti e discipline sportive.

L’esperienza dei Piani di Zona triennali in materia di politiche sociali ha dato ottimi risultati, ha spinto i comuni a ragionare per territori e non solo singolarmente, ha riunito allo stesso tavolo tanti soggetti capaci di portare un pezzo di soluzione ai problemi, ha razionalizzato le risorse concentrandole sulle priorità più urgenti.

Da qui l’idea di applicare lo stesso modello al settore sportivo, pensando soprattutto alle aree della nostra regione fatte di tanti comuni piccoli che hanno ancora più necessità di unire le forze.

Il progetto di legge fa coincidere l’ambito territoriale di riferimento di ciascun piano dello sport con quello di riferimento per il piano di zona e attribuisce agli enti locali il compito di adottare un piano dello sport che individui obiettivi, attività e iniziative da intraprendere o sostenere, al fine di favorire la diffusione e la promozione presso la popolazione dell’attività fisica, della pratica sportiva e di stili di vita sani, nonché l’accesso alle strutture e agli impianti sportivi presenti sul territorio.

L’idea è che per redigere questo Piano i diversi attori coinvolti (enti, società sportive, realtà territoriali), superando anche i confini comunali, si siedano ad un tavolo analizzando dapprima criticità che impediscono o limitano la diffusione della pratica sportiva e motoria in quel territorio e trovando poi le possibili soluzioni, mettendo a fuoco le priorità di intervento e di investimento, le modalità di collaborazione, coinvolgendo atleti e volontari e attivando gli strumenti e le risorse necessari.

Gli investimenti pubblici a sostegno della pratica sportiva diffusa sono troppo spesso la Cenerentola dei bilanci, quindi occorre trovare il modo di farli rendere al massimo e crediamo che dotare gli enti locali di uno strumento di programmazione e razionalizzazione come il Piano dello Sport possa essere un utile passo avanti a favore di una maggior accessibilità dei cittadini alle attività sportive.

Il contributo delle audizioni è stato importantissimo e nelle prossime settimane si procederà con la presentazione degli emendamenti, il voto in commissione e speriamo l’arrivo in Aula entro la primavera.

Visualizza l’allegato

 

Milano, 5 febbraio 2026

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