Dalla nostra regione ci si aspetta di più: abbiamo l’esempio del Veneto, dove la Regione – esercitando il suo ruolo di regia – sta seriamente andando nella direzione di una società mista-pubblico privato per la gestione delle concessioni idroelettriche e dei relativi utili, sull’esempio virtuoso del Trentino; oppure c’è la possibilità di bandire nuove gare per le assegnazioni delle concessioni. L’importante è che si scelga una strada, ci sono in ballo centinaia di milioni di euro di cui i territori montani hanno disperatamente bisogno.