Per finanziare il calcio femminile professionistico il Governo ha deciso di sottrarre dieci milioni di euro ai vivai e ai settori giovanili, maschili e femminili. Una scelta sbagliata contro cui la Regione Lombardia dovrebbe intervenire immediatamente, chiedendo di modificare il decreto-legge approvato il 17 giugno scorso. Insieme al collega Matteo Piloni oggi abbiamo presentato una mozione urgente in Consiglio regionale.
L’urgenza nasce dal fatto che il decreto è già stato approvato dal Consiglio dei Ministri e avvia una redistribuzione delle risorse che rischia di produrre effetti immediati sui programmi di sviluppo dei vivai e dei settori giovanili. Sostenere il calcio femminile è una scelta giusta e necessaria, ma non può avvenire togliendo fondi a chi ogni giorno lavora nei territori per formare ragazze e ragazzi, promuovere la pratica sportiva e costruire il futuro del calcio italiano.
La norma prevede infatti che una quota delle risorse derivanti dai diritti audiovisivi del calcio professionistico venga destinata direttamente alla Serie A femminile, sottraendo quelle risorse, circa dieci milioni di euro, che fino ad oggi erano impiegate per sostenere la cosiddetta “Riforma Zola”, il progetto dedicato ai settori giovanili maschili e femminili dei club di Serie C.
“In questo modo non si stanziano nuove risorse per il sistema calcio, ma semplicemente si spostano fondi da una realtà all’altra – sottolineano – penalizzando il calcio dei territori, i vivai, i settori giovanili e le categorie che dispongono di minori mezzi economici”.
Con la mozione il Partito Democratico chiede alla Regione di farsi promotrice di una richiesta di revisione del decreto nelle sedi istituzionali competenti e di sostenere l’individuazione di nuove fonti di finanziamento dedicate allo sviluppo del calcio femminile professionistico.
“L’obiettivo deve essere quello di far crescere tutto il movimento calcistico – concludono Scandella e Piloni -. Calcio femminile, calcio giovanile e calcio dilettantistico non devono essere messi in competizione tra loro. Servono risorse aggiuntive e una strategia complessiva che valorizzi i vivai, sostenga i territori e rafforzi l’intero sistema sportivo nazionale”.
Milano, 23 giugno 2026