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CANONI IDROELETTRICI: 318 MILA EURO ALLA BERGAMASCA, MA C’É POCO DA ESULTARE, NE MANCANO PER 20 MILIONI

19 Novembre 2025

A fronte dei 318 mila euro che Regione Lombardia assegnerà alla provincia di Bergamo (corrispondente al 60% dei fondi derivanti dal canone aggiuntivo ricognitorio 2024), mancano 26 milioni che i concessionari dovrebbero versare nelle casse regionali tra canoni ordinari e monetizzazione dell’energia elettrica dovuta, 20 dei quali da riversare sulla provincia di Bergamo.

É questa la cifra che le aziende energetiche titolari delle concessioni idroelettriche devono alla Regione, ai sensi della legge vigente -ma che continuano incredibilmente a non pagare. Il canone ricognitorio è poco più di un obolo: 318 mila euro a fronte di 26 milioni dovuti appunto, che sarebbero indispensabili per dare alle zone montane le risorse per la manutenzione dei fiumi, gli investimenti per lo sviluppo del territorio e per la sicurezza degli impianti”.

Nella nostra regione è concentrato quasi un terzo della potenza idroelettrica installata italiana, con ben 759 impianti. E i canoni non pagati hanno raggiunto la cifra monstre di 207 milioni di euro. Di ricorso in ricorso – finora sempre tutti persi di fronte al Tribunale Superiore delle Acque – le aziende energetiche continuano a ritardare le procedure e a sfruttare con canoni irrisori l’acqua – bene comune – per la produzione di energia poi immessa sul mercato a caro prezzo.

Alla maggioranza di centrodestra diciamo che c’è poco da esultare per 318 mila euro che arrivano sul territorio bergamasco, se non si tiene alta l’attenzione su quei 20 milioni che mancano solo sulla nostra provincia. In assenza di un quadro normativo che consenta di percorrere immediatamente altre strade – tra cui la ‘famosa’ quarta via – e dare garanzie a tutti i soggetti coinvolti, bisogna procedere con le gare e incassare tutto quanto ancora è dovuto, pena l’impossibilità di partecipare alle gare stesse per le società non in regola.

 

Milano, 19 novembre 2025

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